martedì 24 gennaio 2012

13. Ti fidanzerò a Me - Parte1

Ti fidanzerò a Me per l'eternità; sì, ti fidanzerò a Me in giustizia, in diritto, in benignità e in compassioni. Ti fidanzerò a Me in fedeltà, e tu conoscerai l'Eterno.”  (Osea 2:19-20)

La poetessa Rose Thorpe, in un poema ambientato al tempo di Oliver Cromwell, racconta la storia di Basil, un uomo che doveva essere giustiziato al suono della campana per il coprifuoco. All’ora stabilita la campana fu azionata, ma non si sentì alcun suono. Bessie, la fidanzata di Basil, si era aggrappata al battaglio della campana per impedire che suonasse. Nel frattempo era giunto nel villaggio Oliver Cromwell; Bessie si precipitò da lui raccontandogli l’accaduto e mostrando le mani e il corpo ferito. Cromwell, toccato da quel gesto, sentenziò: “La campana non suonerà questa sera!”.

Il poema finisce con i due fidanzati che si abbracciano. Ho provato a immaginare un finale diverso: Basil, ringrazia Bessie per avergli salvato la vita, ma le dice: “Non voglio più stare con te, mi sono innamorato di un’altra”. Pensa ai sentimenti della ragazza nell’ascoltare queste parole. Dopo aver donato Se stesso e sofferto a causa della disubbidienza dell’umanità, che cosa prova Gesù, vedendo le Sue creature tradirLo?

La storia del profeta Osea è una parabola vivente della relazione tra Dio e il Suo popolo infedele: “L'Eterno disse ad Osea: «Va', prenditi in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, perché il paese continua a prostituirsi, allontanandosi dall'Eterno»”  (Osea 1:2).

Osea ubbidì e prese in moglie Gomer, una donna adultera, ed ebbe dei figli con lei. Dal libro di Osea, si deduce che Gomer continuò a essere infedele al marito e che i due si erano separati. “L'Eterno mi disse ancora: «Va' e ama una donna amata da un amante e adultera, come l'Eterno ama i figli d'Israele, benché essi si volgano ad altri dèi»”  (Osea 3:1).

Attraverso questa esperienza, comprendiamo che Dio continuava ad amare profondamente il Suo popolo ribelle; così Dio ci ama nonostante quello che siamo: “Io li attiravo con corde umane, con vincoli d'amore. Il Mio cuore si commuove dentro di Me, le Mie compassioni si infiammano tutte”  (Osea 11:4,8).

Osea andò e riscattò Gomer: “Così io me la comprai per quindici sicli d'argento e per un homer e mezzo di orzo”  (Osea 3:2). L’orzo era considerato cibo per gli schiavi, e trenta sicli d’argento, in questo caso pagati in parte con orzo, erano il prezzo di uno schiavo; questi dettagli suggeriscono che Osea andò al mercato degli schiavi per riscattare sua moglie. Quanto era caduta in basso Gomer! Non valeva molto agli occhi di tutti, ma c’era una persona per la quale era ancora preziosa.

Osea.

Allo stesso modo l’umanità ribelle e schiava del peccato era preziosa agli occhi di Gesù, “il quale ha dato Se stesso come prezzo di riscatto per tutti”  (1Timoteo 2:6).
“Poiché il tuo creatore è il tuo sposo. Poiché l'Eterno ti ha chiamato come una donna abbandonata e afflitta nel suo spirito, come la sposa della giovinezza che è stata ripudiata... con un amore eterno avrò compassione di te, dice l'Eterno, il tuo Redentore”  (Isaia 54:5-6,8).

Il cuore di Gomer probabilmente sussultò nel vedere il marito, che aveva tradito, arrivare con il prezzo del riscatto; aveva due destini davanti a sé. La schiavitù da una parte e tornare con suo marito Osea dall’altra. Un marito che le rinnovò la sua promessa di fedeltà: “Tu starai con me molti giorni, non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; io farò lo stesso con te”  (Osea 3:3). Allo stesso modo Dio è fedele anche quando noi non lo siamo: “Se siamo infedeli, Egli rimane fedele, perché Egli non può rinnegare Se stesso”  (2Timoteo 2:13).

Il libro di Osea non riporta quale sia stata la risposta di Gomer all’invito di Osea di tornare insieme a lui; pensa a quale follia sarebbe stata rifiutare una simile proposta!
“Che cosa devo fare con te, o Efraim? Che cosa devo fare con te, o Giuda? Il vostro amore è come una nuvola mattutina, come la rugiada che al mattino presto scompare” (Osea 6:4). La maggior parte rifiuta l’amore che Dio ha mostrato con il sacrificio di Gesù. Cos’altro dovrebbe fare Gesù per avere il tuo amore?

lunedì 16 gennaio 2012

12. Il primo inganno

Certamente Colui che non ha risparmiato il Suo proprio Figlio, ma Lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con Lui?”  (Romani 8:32)

Ricordo che parecchi anni fa ho visto, purtroppo, il film “L’avvocato del diavolo”. Mi è rimasta impressa la scena finale nella quale il diavolo incontra il protagonista, dicendogli che Dio aveva creato l’uomo con degli istinti, per poi ordinargli: “Guarda, ma non toccare! Tocca, ma non assaggiare! Assaggia, ma non inghiottire!”. Il diavolo presentava se stesso come l’unico veramente interessato ai bisogni dell’uomo.

Questi argomenti sono quelli che Satana usò nel giardino dell’Eden; il primo inganno diabolico per l’umanità aveva a che fare con il carattere di Dio. E anche ogni altro suo inganno.
Dio aveva detto ad Adamo ed Eva che avrebbero potuto mangiare “liberamente di ogni albero del giardino”  (Genesi 2:16), eccetto che dell’albero della conoscenza del bene e del male. Satana affermò che il motivo della proibizione era che Dio non voleva che l’uomo diventasse come Lui: “Dio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come Dio”  (Genesi 3:5).

In altre parole, suggerì a Eva che poteva, con Adamo, aspirare a diventare come Dio stesso; insinuò che Dio stava sottraendo loro ciò che era per il loro bene, e perciò Dio non era interessato alla loro felicità. Gesù disse che Satana “quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna”  (Giovanni 8:44).

“Poi l'Eterno Dio piantò un giardino in Eden, ad est, e vi pose l'uomo che aveva formato. E l'Eterno Dio fece spuntare dal suolo ogni sorta di alberi piacevoli a vedersi e i cui frutti erano buoni da mangiare”  (Genesi 2:8-9); la parola ebraica Eden significa: piacere. Dio pose l’uomo in mezzo all’Eden perché potesse godere di ogni cosa bella che aveva creato per la sua gioia.

Davide scrisse: “Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c'è abbondanza di gioia alla Tua presenza; alla Tua destra vi sono delizie in eterno”  (Salmo 16:11).
L’apostolo Paolo ci rassicura: “Certamente Colui che non ha risparmiato il Suo proprio Figlio, ma Lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con Lui?”  (Romani 8:32). Se per il nostro bene Dio ci ha donato Gesù, ciò che Gli era più prezioso, allora possiamo essere sicuri che Egli ci donerà anche ogni altra cosa di cui abbiamo bisogno per essere felici. 

Tristemente Eva credette alla menzogna di Satana e, ai nostri giorni, gli uomini, per la maggior parte, pensano che Dio non sia interessato al loro bene. Spesso il cristiano è considerato come qualcuno che non si può godere la vita, che cerca di sottrarsi dai piaceri. 
Lo scrittore C.S. Lewis ribalta abilmente questa concezione; in realtà, il vero cristiano può provare una gioia sconosciuta al mondo.
Lewis scrisse: “Siamo creature apatiche, trastullandoci con bevande e sesso ed ambizioni quando una gioia infinita ci è offerta, come un bambino ignorante che vuole continuare a fare torte di fango nella sua baracca perché non riesce di immaginare cosa significhi l’offerta di una vacanza al mare. Siamo soddisfatti troppo facilmente.” (da “The Weight of Glory”)

Dio ci dice: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? AscoltateMi attentamente e mangerete ciò che è buono, e l'anima vostra gusterà cibi succulenti”  (Isaia 55:2).

lunedì 26 dicembre 2011

11. Amore eterno

Molto tempo fa l'Eterno mi è apparso, dicendo: «Sì, Io ti ho amata di un amore eterno; per questo ti ho attirata con benevolenza».”  (Geremia 31:3)
           
Paula Cawte, giovane donna inglese, e sua figlia Eva sono state protagoniste di una storia definita miracolosa: Paula scoprì, durante l’ecografia della ventesima settimana, che la sua gravidanza era extra-uterina. Circa una gravidanza su 60 è extra-uterina e solo una su 100 di quest’ultime è addominale; il caso di Paula era rarissimo.

I medici le avevano consigliato di interrompere la gravidanza; se il feto avesse rotto un’arteria, Paula sarebbe morta dissanguata. Le era stato detto che la bambina, anche se fosse sopravvissuta, sarebbe potuta nascere con gravi menomazioni, a causa del parto prematuro. Pur sapendo di rischiare la sua stessa vita decise, insieme al suo compagno, di continuare la gravidanza.

Il 19 luglio 2010, alla trentesima settimana di gravidanza, Paula diede alla luce Eva; la donna rischiò di morire dissanguata nel corso dell’operazione. Paula rischiò di perdere la sua vita per il desiderio di vedere sua figlia vivere.

Dio vede la fine fin dal principio; sapeva che l’umanità sarebbe caduta nel peccato. Non voleva certo che succedesse, ma vedeva che sarebbe accaduto. Dio, decidendo di creare l’umanità, ha anche scelto che avrebbe rischiato la Sua stessa vita eterna per salvarla.

Ha scelto di morire.

Fin dall’eternità, Dio aveva elaborato un piano; Gesù sarebbe venuto sulla terra per diventare il Salvatore di un mondo ribelle. Per il Suo desiderio di averti per sempre con Sé, il Creatore sarebbe divenuto il Redentore.
Prima ancora che il peccato entrasse nel mondo, Dio aveva già messo a nostra disposizione la Sua grazia; l’apostolo Paolo affermò che Dio ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il Suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell'inizio dei tempi”  (2Timoteo 1:9).

Gesù è l’Agnello di Dio che “è stato immolato fin dalla fondazione del mondo” (Apocalisse 13:8); creando Adamo, Gesù sapeva che un giorno sarebbe morto per ridonargli la vita eterna, “promessa prima di tutte le età da Dio”  (Tito 1:2).

L’amore che Dio ti ha mostrato sulla croce era nel Suo cuore da sempre; sul Calvario è stato semplicemente rivelato in maniera sublime: In questo si è manifestato l'amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il Suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di Lui”  (1Giovanni 4:9).

martedì 13 dicembre 2011

10. I pensieri di Dio

I Tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel Tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora.”  (Salmo 139:16)

Non ho ancora figli; non so che cosa significa aspettare trepidante insieme a mia moglie l’esito di un test di gravidanza. Posso solo immaginare l’emozione che proverei nello scoprire che dentro il suo grembo vive nostro figlio; sono sicuro che, immediatamente dopo questa scoperta, mi ritroverei spesso a parlare con lei di nostro figlio.

Proveremmo a immaginare il suo viso, ci chiederemmo di che colore saranno i suoi occhi e i suoi capelli, se godrà di buona salute, quanto diventerà alto, che strada sceglierà nella sua vita, quale sarà il suo più grande sogno. Penso che faremmo molti progetti per lui e desidereremmo donargli un’esistenza serena.

Dio ha fatto lo stesso con te.

Davide, nel Salmo 139, scrive che, mentre eri ancora nel grembo di tua madre, Dio aveva già scritto i tuoi giorni nel Suo libro. Come ogni buon genitore, il tuo Padre celeste aveva già annotato i Suoi sogni per la tua vita, fatto progetti per te.

“Oh, quanto mi sono preziosi i Tuoi pensieri, o Dio! Quanto grande è l'intero loro numero! Se li volessi contare, sarebbero più numerosi della sabbia”  (Salmo 139:17-18).

Nell’ultima pagina del Suo libro, per ogni persona, immagino che ci sia scritto: “Mio figlio vivrà con Me, per sempre”. Tristemente, però, in molti casi la vita non va come Dio aveva sperato; molti Suoi figli decidono di scrivere da soli le pagine della loro vita cancellando i piani di Dio per loro.

Sicuramente hai dei piani per la tua vita e forse pensi spesso ai sogni che vorresti vedere realizzati.
Ti sei mai fermato a pensare ai sogni che Dio ha per te?

Geremia era un giovane Israelita, al quale Dio, un giorno, rivolse una chiamata speciale: diventare un profeta. Ricordando quel momento, scrisse: La parola dell'Eterno mi fu dunque rivolta, dicendo: «Prima che Io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni»”  (Geremia 1:4-5).

Dio conosceva Geremia. Da sempre. Aveva anche un piano per la sua vita, pensato fin dall’eternità. Dio ha un piano per la tua vita e l’ha concepito prima della tua nascita.

Vuoi scoprirlo e viverlo?

“Invocami e Io ti risponderò, e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”  (Geremia 33:3).

martedì 6 dicembre 2011

09. In terra arida

Protendo le mie mani verso di Te, la mia anima è assetata di Te, come una terra arida.”  (Salmo 143:6)

Nell’aprile del 1994, durante una gara di corsa nel deserto del Sahara, Mauro Prosperi s’imbatté in una terribile tempesta di sabbia. Si trovava nella quarta di sette tappe; passata la tempesta, non riuscì più a orientarsi. Rimase disperso per ben nove giorni con poca acqua; camminò per oltre cento chilometri, e fu tratto in salvo da una tribù di nomadi.

Dichiarò alla stampa di essere sopravvissuto mangiando erba, lucertole e bevendo la sua stessa urina. Rischiò di morire disidratato e perse quindici chili di liquidi, principalmente a causa della respirazione e della sudorazione. Che cos'era ciò di cui avrebbe avuto più bisogno durante quei giorni interminabili?

Acqua.

Anche se non hai vissuto un’esperienza così estrema, ci saranno stati momenti nella tua vita in cui ti sei trovato a desiderare l’acqua più di ogni altra cosa. Davide sapeva cosa significava vivere nel deserto; quando scrisse il Salmo 63, si trovava nel deserto di Giuda.

“O Dio, Tu sei il mio Dio, io Ti cerco al mattino; l'anima mia è assetata di Te; a Te anela la mia carne in terra arida e riarsa, senz'acqua”  (Salmo 63:1).

Sicuramente Davide aveva sete; la sua sete d’acqua lo faceva riflettere sulla sua sete spirituale, che sentiva ancora più intensa che quella fisica. Nel deserto, la prima cosa cui una persona penserebbe, appena sveglia, è l’acqua. Davide, invece, cercava la presenza di Dio: “Fammi sentire la Tua benignità al mattino, perché io confido in Te”   (Salmo 143:8).

Si rendeva conto che Dio era ciò di cui il suo cuore era più assetato, riconosceva il Signore quale suo più grande bisogno. Il poter gustare la Sua bontà gli era più prezioso della vita stessa: “Poiché la Tua benignità vale più della vita, le mie labbra Ti loderanno”  (Salmo 63:3).

Commentando questo versetto, il celebre predicatore Charles Spurgeon affermò: “La vita è preziosa, ma l’amore di Dio è più prezioso. Dimorare con Dio è meglio del meglio della vita.” (da "The Treasury of David")

Se ricercherai la presenza di Dio come cercheresti acqua in un deserto, allora la troverai. Ed esclamerai come Davide: “O anima mia, tu hai detto all’Eterno: «Tu sei il mio Signore; non ho alcun bene all’infuori di Te’»”  (Salmo 16:2).
“Come la cerva anela ai rivi delle acque, così l'anima mia anela a Te o Dio. L'anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente”  (Salmo 42:1-2).

E come Asaf: “Chi ho io in cielo fuor di Te? E sulla terra io non desidero altri che Te. Ma quanto a me, il mio bene è di accostarmi a Dio”  (Salmo 73:25,28).

giovedì 17 novembre 2011

08. Con tutto il cuore

“Mi cercherete e Mi troverete, quando Mi cercherete con tutto il vostro cuore. Ed Io Mi lascerò trovare da voi - dice l'Eterno.”  (Geremia 29:13-14a)

Hai mai giocato a nascondino con dei bambini? Molto spesso non riescono a trovare un buon nascondiglio oppure si mettono a ridere proprio mentre ti avvicini, facendosi così scoprire. Sembra quasi che ce la mettano tutta per farsi trovare il più facilmente possibile.

Quanto è facile trovare qualcuno che vuole farsi scoprire? E quanto ancora più facile, se sei veramente interessato a trovarlo? Meister Eckhart scrisse: “Dio è come una persona che, mentre è nascosta, si schiarisce la gola, tradendosi.”

Dio desidera farsi trovare dall’uomo; eppure molti non Lo trovano nella loro vita. Il problema non è da cercarsi in Dio. Il problema è dell’uomo; l’ostacolo che non ci fa trovare Dio è proprio dentro di noi.
Dio ha detto: “Mi cercherete e Mi troverete, quando Mi cercherete con tutto il vostro cuore”  (Geremia 29:13); c’è una condizione per la realizzazione di questa promessa. Non basta cercare Dio. Bisogna farlo con tutto il cuore.

Ed è qui che si complicano le cose. La Bibbia ci dice che “il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato”  (Geremia 17:9). Malato di peccato, ovvero ribellione contro Dio; la nostra natura peccaminosa ci rende nemici di Dio.

D
opo la prima ribellione, nel giardino dell’Eden, Dio ha dato ad Adamo ed Eva la prima promessa riguardo il Salvatore che sarebbe venuto; rivolgendosi al serpente ha detto: “E Io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei”  (Genesi 3:15). 
In quel momento non c’era alcuna inimicizia tra Satana e l’uomo; chi avrebbe rimesso le cose a posto, ricreando nel cuore dell’uomo avversione verso Satana e lealtà verso Dio?

Dio stesso.

Se il Signore non facesse questo dentro di noi, non avremmo alcuna speranza; nel nostro cuore malato non c’è alcun desiderio di cercare il nostro Creatore. La soluzione che Dio ci propone è radicale.

Un trapianto di cuore.

“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”  (Ezechiele 36:26).
Con questo cuore nuovo, Dio stesso ci mette in grado di conoscerLo: “Darò loro un cuore per conoscere Me che sono l'Eterno; essi saranno il Mio popolo e Io sarò il loro Dio, perché ritorneranno a Me con tutto il loro cuore”   (Geremia 24:7).

Dio farà questo per chiunque voglia trovarLo con tutto il suo cuore, perché “Egli è il rimuneratore di quelli che Lo cercano”  (Ebrei 11:6).
“Per voi che cercate Dio, si ravvivi il vostro cuore”  (Salmo 69:32).

mercoledì 9 novembre 2011

07. Cerca la Mia faccia

“L'Eterno è buono con quelli che sperano in Lui, con l'anima che Lo cerca.”  (Lamentazioni 3:25)

Ho incontrato per la prima volta la ragazza che poi è diventata mia moglie a un campeggio estivo; ricordo che, un pomeriggio, mi sono isolato per suonare un po’ la mia chitarra. Era da qualche giorno ormai che quella ragazza stava occupando i miei pensieri; non sapevo, però, se io occupassi i suoi.

A un tratto l’ho vista uscire dall’edificio nel quale eravamo ospitati e cominciare a camminare in giro per il cortile esterno; mi aveva notato, ma per la timidezza non si era avvicinata subito a me. Avrei voluto chiamarla per parlare con lei, ma la timidezza frenava anche me, mentre il mio cuore, in silenzio, le diceva di sedersi accanto a me.

Dopo un po’ mi è venuta vicino; ero felice che mi avesse cercato! Come pensi mi sia comportato con lei? Ho forse respinto la persona che il mio cuore cercava? Naturalmente, l’ho accolta con gentilezza e abbiamo cominciato a parlare.

Come pensi che Dio si comporterà con te quando Lo cercherai? Come ti accoglierà Colui che ti ha creato? Nel libro delle Lamentazioni, il profeta Geremia scrive che Dio è buono con “l’anima che Lo cerca”  (Lamentazioni 3:25) e… non può che essere così!

Come potrebbe Dio, che per primo ti ha cercato, respingerti quando rispondi alla Sua voce? L’autore cristiano A.W. Tozer ha scritto: “Ricerchiamo Dio solo perché Egli ha per primo messo dentro di noi un impulso che ci sprona alla ricerca.”  (da “The Pursuit of God”)

Quando il tuo cuore desidera mettersi in contatto con Dio, in realtà, risponde al Suo desiderio di vivere con te; Davide ha scritto: Il mio cuore mi dice da parte Tua: «Cercate la Mia faccia». Io cerco la Tua faccia, o Eterno”  (Salmo 27:8)

Dio stesso ci chiama a cercarLo; se così non fosse, noi non Lo cercheremmo. Gesù ha detto: “Nessuno può venire a Me, se il Padre che Mi ha mandato non lo attira”  (Giovanni 6:44).
Possa la risposta del tuo cuore essere come quella di Davide:

“Cercate l'Eterno e la Sua forza; cercate di continuo la Sua faccia”  (1Cronache 16:11).
“Io ho continuamente posto l'Eterno davanti ai miei occhi”  (Salmo 16:8).